La Didattica a Distanza e la scuola

D’accordo. Durante i tre mesi dell’emergenza Covid-19 era del tutto fuori luogo intraprendere un dibattito sulla legittimità dell’uso delle piattaforme online, poiché l’esigenza doverosa era quella di non perdere il contatto, la contiguità con i ragazzi e cercare di portare a termine l’anno scolastico.
Ad oggi, 30 luglio, è possibile ed indispensabile affrontare l’argomento in maniera ponderata, in modo da poter effettuare scelte oculate e responsabili, se non altro per predisporre a settembre corsi e percorsi articolati, sia per i docenti che per gli studenti.

Nel corso del periodo della chiusura totale abbiamo avuto modo di vedere concretamente sul campo i limiti della DaD e di come ha comportato la necessità, sia per i docenti sia per gli allievi, di “reinventare” totalmente la didattica, dato che molti aspetti “tradizionali” sono stati completamente stravolti dal nuovo contesto.

Un elemento fondamentale che è stato fortemente modificato rispetto alla didattica tradizionale è stato il criterio della “presenza” a lezione degli alunni. Non sempre è stato possibile una “presenza reale e costante” davanti allo schermo, del computer, del tablet o dello smartphone che sia. Una presenza condizionata dal fatto dovuto al possesso degli strumenti necessari come computer, tablet, smartphone ed alle connessioni non ancora affidabili e capaci da sostenere le videoconferenze.

La DaD e con essa la scelta della piattaforma, GSuite for Education per la gran parte delle scuole italiane, è stata dovuta all’emergenza. Leggendo ora i post sui vari social e gli articoli specifici in internet ci si rende conto che la maggior parte degli insegnanti in realtà, di tutti gli strumenti messi a disposizione dalla piattaforma GSuite hanno usato Meet per fare videolezioni online e davano compiti sul registro elettronico, mentre altri strumenti come Classroom sono state usate marginalmente.

GSuite for Education è una piattaforma offerta gratuitamente da Google. Una piattaforma che mette a disposizione svariate applicazioni: Gmail, Drive, Calendar, Meet, Documenti, Fogli, Moduli, ecc. Riguardo la piattaforma GSuite è opportuno fermarsi a riflettere ed approfondire il concetto di gratuità.

Secondo van Dijk, Poell, de Waal e molti altri studiosi sostengono che i proprietari di questi servizi offrono ai suoi utenti la comodità in cambio del controllo sui loro dati… le piattaforme possono acquisire un potere senza precedenti perché sono straordinariamente in grado di connettere e combinare flussi di dati e fondere informazioni…. I dispositivi e i servizi utilizzati da studenti, docenti, genitori e dirigenti scolastici generano e danno la possibilità di raccogliere automaticamente grandi quantità di dati che danno informazioni precise sul tempo che occorre ad uno studente per risolvere un quesito, per registrare le sequenze cognitive che portano alla risoluzione di un problema, per determinare la quantità di istruzioni necessarie o per monitorare le interazioni dello studente stesso (Koedinger, McLaughlin, Stamper, 2004).

Questi nuovi strumenti stanno trasferendo i processi di valutazione di tipo didattico/formativo dai docenti delle aule ai processi dei data scientist (professionisti del settore aziendale) degli algoritmi intenzionati a tutt’altri scopi rispetto ai valori basilari della scuola. In questo momento è indispensabile predisporre corsi e percorsi articolati che portano alla conoscenza, all’uso e alla consapevolezza profonda degli strumenti usati, in modo da poter rendere gli studenti informati sulle tecnologie usate oggi e capaci di affrontare i processi evolutivi futuri.

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